Acidi Urici

L’acido urico è un solido bianco e cristallino, inodore e insapore, che si scioglie difficilmente nell’acqua: per questo è più facile che s’infiltri in profondità nei tessuti quando il corpo non riesce a eliminarlo in modo adeguato. A livello biochimico, è il prodotto finale del metabolismo delle purine e degli aminoacidi all’interno delle cellule, e la sua presenza nell’organismo si misura verificandone la concentrazione nelle urine ma soprattutto nel sangue (uricemia): in un soggetto sano i livelli corretti di acido urico nel plasma, che si misurano con un esame del sangue devono essere di: 2,5-7 mg/dl nell’uomo – 1,5-6 mg/dl nella donna.

Queste tossine pesanti e aggressive, prodotte a seguito dell’assunzione di cibi grassi e salati, zuccheri, alcolici e farmaci di cui di solito si abusa in inverno, si concentrano nei reni, nella vescica, nelle arterie, nelle ossa, e recenti studi confermano che possono provocare anche seri danni al cuore e al cervello.

La moderna ricerca medica oggi conferma che, nelle giuste dosi, l’acido urico svolge un’importante azione antiossidante e contribuirebbe anche a migliorare la risposta immunitaria. I problemi iniziano quando gli acidi urici nel sangue e nelle urine sono in eccesso e, affaticando i reni, innescano uno stato di intossicazione generale che va sotto il nome di “acidosi” e che poco per volta indebolisce gli organi vitali, rendendoci più stanchi e vulnerabili.

L’esame si effettua mediante un semplice prelievo di sangue dal polpastrello. E’ raccomandabile un digiuno di 12 ore.
L’acido urico rappresenta il prodotto finale del metabolismo epatico delle proteine ingerite o endogene. In condizioni normali l’acido urico viene eliminato giornalmente attraverso le urine. Invece in condizioni patologiche l’acido urico che si forma nel fegato, si accumula nel sangue (IPERURICEMIA), e poi precipita nei tessuti sotto forma di minuscoli cristalli aghiformi di urati. Gli urati cristallini si depositano essenzialmente nelle articolazioni dove aumentando di volume formano ammassi nodulari,i tofi all’interno dei quali si instaurano processi degenerativi, mentre all’esterno si verificano processi di calcificazione. Le articolazioni vanno così incontro a una progressiva deformazione fino a perdere la mobilità (ANCHILOSI); quindi questo test è fondamentale nella prevenzione dell’osteoporosi, della gotta e dell’insufficienza renale cronica.

I sintomi che si associano all’iperuricemia possono essere di tipo fisico oppure “di laboratorio” cioè essere alterazioni di parametri nelle analisi del sangue.
L’esame è consigliato a chi ravvisa i seguenti sintomi:
Dolori articolari, che si manifestano a causa dei depositi di acido urico a livello delle articolazioni e sono accompagnati da gonfiore e tumefazione articolare e febbre. Solitamente è uno dei sintomi principali della gotta.
Ipertensione: i cristalli di acido urico possono depositarsi a livello delle pareti dei vasi producendo un danno all’endotelio vasale. Questo può determinare la riduzione del lume del vaso, cioè del calibro dell’arteria, causando lo sviluppo di ipertensione.
Coliche renali: la deposizione di cristalli di acido urico a livello dei tubuli renali può determinare la comparsa di coliche renali molto dolorose.
Prurito: all’iperuricemia può associarsi una fastidioso prurito che può manifestarsi localizzato alle articolazioni (e in questo caso la diagnosi sarà diretta verso la gotta) oppure in maniera sistemica (in questo caso si accerterà la funzione renale per comprendere se all’iperuricemia si associa insufficienza renale cronica).
Tra i sintomi di laboratorio possiamo invece citare:
Elevati livelli di colesterolo: spesso all’iperuricemia si associa anche l’ ipercolesterolemia. Non è chiaro il legame tra i due parametri ma sembra che possa dipendere dall’accesso di carni grasse introdotte con la dieta e alla presenza di ipertensione.
Ferritina alta: quando l’iperuricemia si accompagna all’aumento della ferritina è possibile che vi sia un problema al metabolismo dell’acido urico.
Ves alta: un aumento dell’acido urico e contemporaneamente della ves, cioè della velocità di sedimentazione degli eritrociti, può indirizzare la diagnosi verso la gotta, in cui uno dei sintomi che anticipa la comparsa di una crisi acuta è proprio l’iperuricemia associata ad aumento della ves.

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